(Dicembre 2023) – Continuare il processo di decarbonizzazione di tutta l’industria dei prodotti da costruzione. È questo l’ammonimento dello studio CA4BM (Carbon Accounting for Building Materials) relativo alla contabilizzazione dell’impronta carbonica dei materiali da costruzione, presentato in una sala piena e molto interessata nel corso di Cersaie 2023.
Raggiungere un’economia a zero emissioni di CO2 entro il 2050 è uno dei pilastri fondamentali del Green Deal europeo. Valutare gli impatti ambientali sull’intero ciclo di vita dei materiali da costruzione, partendo da dati completi e affidabili è di fondamentale importanza per garantire che vengano prese le giuste decisioni per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Proprio per questo motivo è necessario il coinvolgimento e la responsabilizzazione da parte di tutti gli stakeholders, anche quelli istituzionali, nel fornire vettori energetici decarbonizzati ad un costo competitivo.
Obiettivo dello studio, commissionato da un gruppo di federazioni Europee e internazionali (tra le quali Cerame-Unie, la federazione europea dell’industria ceramica, di cui fa parte anche Confindustria Ceramica) che rappresentano il settore dei prodotti da costruzione a base minerale e affidato a LBP Sight e Royal Haskoning DHV, è quello di ampliare le conoscenze scientifiche sulle metodologie di valutazione dell’impatto dei materiali da costruzione. Il tutto per stimolare un impegno alla decarbonizzazione fondato su metodi confrontabili e per consentire al legislatore di impostare in modo corretto le politiche europee in materia.
“Complessivamente – ha affermato Dirk-Jan Simons, consulente e partner di LBP Sight – gli edifici nell’Unione Europea sono responsabili del 30% circa delle emissioni di gas serra. Un maggiore utilizzo di prodotti a base biologica è percepito come la soluzione semplice, una scorciatoia per trasformare il settore delle costruzioni”. Questo pensiero si basa in parte sull’affermazione secondo cui la coltivazione, il trasporto e la lavorazione dei prodotti del legno hanno un impatto minore sull’ambiente rispetto a quelle a base minerale, ora e in futuro.
Tuttavia, dallo studio è emerso che le costruzioni realizzate con materiali a base-legno non sono a priori carbon neutral e che, per una valutazione corretta, vanno considerate tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, dall’approvvigionamento delle materie prime, al processo produttivo, al trasporto, al fine vita. Lo studio afferma che, in realtà, il potenziale di mitigazione rispetto al cambiamento climatico dei materiali da costruzione a base-legno è attualmente molto ridotto.
Non solo. Si evidenzia anche che il potenziale maggiore di mitigazione rispetto al cambiamento climatico è attribuito alle foreste protette (in cui l’antropizzazione è assente e nelle quali l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità) o alle foreste a gestione sostenibile. A questo proposito la conservazione e l’espansione di queste aree, anche coadiuvati da progetti di riforestazione mirati, risultano essere l’azione a maggior potenziale di mitigazione climatica ad oggi a disposizione.
Si sottolinea quindi la necessità di studi LCA basati sull’intero ciclo di vita dell’edificio e dei prodotti. A volte gli studi LCA dei materiali da costruzione non vengono realizzati con il livello di dettaglio adeguato, omettendo di proposito alcuni stage della fase del ciclo di vita e portando quindi a conclusioni parziali e fuorvianti. Lo sviluppo di apposite linee guida in materia risulta essere dunque sempre più urgente e necessario.
Nello studio viene poi evidenziato come dovrebbero essere i progettisti a scegliere, caso per caso, i materiali più idonei per il progetto. L’industria ceramica italiana, negli ultimi anni, grazie ai costanti investimenti nel rinnovamento e nella digitalizzazione degli impianti produttivi è riuscita ad aumentare l’efficienza e a diminuire costantemente i propri consumi energetici.
I risultati ottenuti dall’industria italiana delle piastrelle di ceramica sono riportati nell’’EPD settoriale di Confindustria Ceramica, ottenuto da dati ufficiali e validato da verificatori indipendenti di parte terza, che comunica le prestazioni ambientali medie dei produttori di piastrelle di ceramica italiani. Molte aziende ceramiche del nostro territorio dispongono, inoltre, del proprio EPD specifico di prodotto, con lo scopo di comunicare l’impegno profuso in termini di efficientamento e decarbonizzazione.
Imprese di costruzione
Progettisti

